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Vercelli dom.
30 ott. 2005
Appunti di
viaggio.
Viaggio? Sì
perché alle dieci é stato dato il via al viaggio ciclistico
sperimentale sulla ciclopista n°1.
Le ciclopiste sono dei percorsi naturalistici che partendo dalla
città di Vercelli (Piazza Roma) conducono il viaggiatore
attraverso i paesi della "Bassa Vercellese" raggiunti
però da strade inconsuete e con una nuova prospettiva. Le
strade sterrate.
E perché si
chiederanno in molti sono innegabili l’utilità, la comodità
della strada asfaltata ma siccome c’é un proverbio che recita
che "quello che non si fa’ da giovani si fa’ da
vecchi" ecco io da ragazzo cercavo le strade
asfaltate perché mi facevano sognare allo stesso modo d’oggi
quando io percorro le strade di campagna.
Ma torniamo al
nostro viaggio: non eravamo in molti ma si sa che i pionieri
sono sempre in pochi; per alcuni, addirittura, era il battesimo
del fuoristrada sulla bicicletta.
Si esce dalla città usufruendo delle ciclabili di viale
Garibaldi e Corso Prestinari dove ci guardano transitare con
molto stupore e con qualche sorriso con la voglia di domandarci
<<ma dove andate?>>
Una doverosa
sosta a vedere i ruderi dell’antica abbazia di Muleggio nell’interno
del cortile di un’azienda agricola.
Si parla di restauro da qualche tempo ma al momento è un
miracolo che stia in piedi.
Anche qui, dal balcone di un’abitazione, due spettatrici ci
guardano con gran meraviglia perché non avevano mai visto tanti
pedalatori in quel luogo.
Lasciata
Muleggio pedaliamo per circa un paio di km su quello che
dovrebbe essere un tratto dell’antica Via Francigena e
superato il viadotto ferroviario (che salita!) della
Torino-Milano raggiungiamo, in poco tempo l’abitato (si
fa’ per dire!) di Montonero, ed alla trattoria una
piccola sosta ristoratrice e ciò che serviva!
Raggiunto il
comune di Sali che non ha più la fonte con l’acqua curativa
ma che puzzava d’uovo marcio e non avendo altro da vedere
facciamo rotta su Casarosso dove viene messo alla prova il
coraggio dei viaggiatori con il superamento del sottopasso della
bretella Stroppiana-Santhià infangato sino all’altezza del
ginocchio. Una sfida raccolta da pochi coraggiosi...gli altri
faranno il giro"largo" dal cavalcavia per restare con
i piedi asciutti.
A Larizzate
lasciamo nuovamente l’asfalto e puntiamo diritto alla cascina
Varola.
Lì vediamo su di un piccolo spiazzo un mucchio di pula di riso
bruciata, la "lolla" ed io ricordo alle signore che
quello era il detersivo dell’autarchia e serviva per le
stoviglie e le lenzuola. Ero bambino ma ricordo che <<al
"siu tûret >>andava a vendere la lolla
bruciata con il sacco sul portapacchi della bicicletta e la
bilancia per pesarla. Che bei tempi!
Un bell’argine
di risaia ora attende i viaggiatori con possibilità di scelta
per eventuali cadute la risaia a sinistra o il fosso a destra.
Una viaggiatrice optera’ fortunatamente per la risaia e da
quel volo si rialzerà indenne un peccato non aver avuto lo
scatto pronto.
Poche pedalate
ancora e ci troviamo anche la strada sbarrata da un cancello che
dobbiamo superare per raggiungere la tangenziale che
oltrepassiamo per uscire al villaggio concordia nella zona del
campo di calcio.
Ora il percorso a ritroso, sulle piste ciclabili, ci riporterà
tutti in Piazza Roma.
E’ terminata
così la prova generale della ciclopista 1, è andato tutto bene
sono soddisfatto del comportamento e dell’impegno di tutti.
Molti di loro hanno chiesto d’esser avvisati qualora si
ripetesse "il viaggio" o se ne facciamo altri.
Si, in effetti, ci sono in progetto altri sette percorsi
analoghi ma le ciclopiste vanno palinate altrimenti coloro i
quali faranno il percorso da soli si possono smarrire.
Ringrazio gli
amici e le amiche del Velo Club Vercelli in modo particolare
Piero per l’assistenza morale e meccanica e Marcello per il
servizio di sicurezza nei tratti di strada non sterrata.
Complimenti ad Alberto il più giovane pedalatore del gruppo che
spero di non aver deluso nell’aspettativa e che partecipi ad
altri appuntamenti magari trascinandosi dietro qualche amico.
E’ tutto.
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