Cenni storici sulle località del percorso N° 4

PRAROLO
Questa località è documentata per la prima volta nel 964 come Petroriolus. Dal XII° secolo la località è citata come Pratarolium e Pradarolium.
L'interpretazione è che il luogo pietroso sulla sinistra della Sesia fosse diventato prativo per opera dei benedettini.
Stando ai ritrovamenti tombali (piccole suppellettili si trovano al Museo Leone di Vercelli), il territorio era già abitato in epoca romana.
Prarolo subì varie scorribande nei secoli XVI° e XVII°, durante l'assedio di Vercelli del 1638 da parte spagnola, vi posero il campo i francesi e la località è rappresentata in una stampa d'epoca. In occasione della battaglia di Palestro del 1859, di nuovo truppe francesi vi si accamparono in attesa di gettare ponti sulla Sesia.
Il castello, tra i meglio conservati del Vercellese,, fu costruito a partire dalla fine del XIV° secolo dai benedettini dell'Abbazia di Santo Stefano di Vercelli e riassume alcuni degli aspetti salienti dei manieri di pianura, caratterizzati dalle tipiche torri cilindriche con vistose caditoie.
La Parrocchia della Madonna dell'Assunta fu ricostruita nel 1628 dal cardinale Federico Borromeo. e ampliata all'inizio del XX° secolo. Contiene una tela settecentesca del Beaumont e affreschi del Rinone (1930).
La Chiesa della Confraternita dei Santi Carlo e Grato, del 1763, conserva un pregevole organo dell'epoca.
Tipica è la fontana pubblica (1880) emblematicamente chiamata "chita maì".

CARESANA
Il paese, situato alla destra del fiume Sesia, tra le rogge Bona e Marcova, è di sicura origine romana. Nella zona sono stati rinvenuti anche reperti preistorici risalenti all'Età della pietra. Il nome del paese deriva da Caresius, nome gentilizio romano.
Nel periodo medievale Caresana è menzionata nell’ 882 in un diploma dell'imperatore Carlo il Grosso a favore della chiesa di Vercelli.

Al 961 risale, secondo la cronaca dell'Abbazia di Novalesa, un'incursione di saraceni, che imprigionarono un nobile armato, liberato poi per intervento del vescovo di Vercelli, Ingone, che pagò il riscatto.
Tra gli edifici di Caresana è da menzionare la Parrocchia di San Matteo, già citata nel 987 con il titolo di Santi Simone e Giuda. Crollò nel 1743 e fu ricostruita tra il 1748 e il 1752. Il campanile risale al 1754. L'organo è del 1831, opera di Agostino Amatis di Monza. Nella chiesa sono conservati alcuni dipinti significativi: una tavola attribuita al Lanino (XVI° secolo), raffigurante la Vergine in trono con il Bambino, San Domenico con tre uomini e un domenicano con tre donne, ed il Battesimo di Gesù forse di Cima da Ponegliano.
Nella Chiesa di Santa Maria, già menzionata nel 1924, è da segnalare una Nascita della Vergine del pittore Ferraris (1727-1728).
La Chiesa di San Giorgio, citata nel 1118, presenta un portico del 1632 e, allo stesso anno risale anche un bel, crocefisso lignèo.
Una tradizione molto sentita nel paese è la secolare corsa dei buoi, che ha luogo durante a festa di San Giorgio. Essa risalirebbe addirittura al 1236, anche se è ricordata in alcune memorie solo a partire 'dal 1658.