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Carissimo Presidente,
Seguendo il
suo affettuoso invito, anch’io domenica 10 giugno, ho
partecipato alla trentaquattresima edizione della "Vercelli
che pedala".
Oltre ogni aspettativa ho concluso senza alcun disagio
temporaneo né successivo la simpatica pedalata.
Ogni anno leggevo gli articoli pubblicati sui giornali locali
che raccontavano i percorsi, ma pedalare con Voi è stata un’esperienza
singolare!
Da sottolineare l’organizzazione: svariate forme di
pubblicità durante la settimana precedente la manifestazione,
il box per le iscrizioni attivo e disponibile, l’allegria che
si leggeva sui volti degli organizzatori nonostante la loro
motivata stanchezza.
Bene! Alle ore
9.00 di domenica mattina, dopo i saluti del Presidente e dell’Arcivescovo
Padre Enrico Masseroni, siamo partiti.
La città si presentava abbastanza deserta e la sensazione
primaria ci faceva sentire padroni di Vercelli.
L’entusiasmo ci ha lasciato credere di essere dei veri
campioni della due ruote, ma l’accompagnatore, in testa alla
corsa, ci ha prontamente ricordato di osservare il codice
stradale, le regole del buon senso e di non superare l’auto
che apriva la manifestazione al fine di evitare inutili e
pericolosi inconvenienti tecnici.
E’ stato semplice istaurare conversazioni con "perfetti
sconosciuti": tutti avevamo quale obiettivo il desiderio di
divertirsi e di permettere anche agli altri partecipanti di
condividere e sperimentare il piacere di una salutare pedalata.
Avrà avuto modo di osservare quanto fossero numerosi i gruppi
di famiglie: senza scendere nel polemico o nel patetico,
sottolineo quanto faccia bene osservare queste presenze in una
società che, per mille validi motivi, si vede costretta a
limitare il proprio tempo- famiglia.
Un complimento ai piccoli cicloamatori che pur con una due ruote
veramente minima sono riusciti ad effettuare tutto il percorso
ricorrendo solo in rare occasioni all’aiuto dei loro genitori.
Significativa la presenza dei gruppi provenienti dalle scuole di
città e limitrofe: la scuola sia veramente maestra, anche in
queste occasioni!
Giunti a Lignana,
temevo i postumi della permanenza in bicicletta, ma
sorprendentemente non ero stanca ma sempre più soddisfatta
della mia decisione.
Al vivaio Viaro la tappa-ristoro. Dolcetto e bibita accompagnati
da un gradito omaggio floreale a tutti i partecipanti.
Anche in questa occasione la precedenza era data all’allegria,
alla cortesia e al sorriso sempre presenti, anche quando,
prossimi alla partenza non tutti erano pronti a risalire in
sella.
Ultima parte
della pedalata per il rientro in città.
Ancora cortesia, chiacchiere gioiose in vista della "Panissa"
servita alle ore 12,30.
Anche in questo caso, complimenti alle preziose mani dei cuochi
e dei camerieri. La storia ci parla delle invasioni delle
cavallette, forse perché non ha visto 1000 cicloamatori
affamati. Una vera calamità!
Premiazioni per tutti, dal più giovane al meno giovane, al
gruppo più numeroso, a… chiunque simpaticamente abbia
partecipato, da solo o in compagnia di amici.
Grazie
Presidente, per avermi invitata!
Probabilmente
parteciperò anche alle prossime edizioni, invitando amici, un
po’ scettici come lo ero io, affinché trovino il modo e il
piacere di ricredersi.
W la Vercelli che
pedala!
Vercelli 13 giugno 2007.
Cordiali saluti
Franca Michelone
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