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Domenica
4 maggio
Sono le otto e trenta, arrivo in Piazza Pajetta e non posso fare
a meno di meravigliarmi perché ci trovo già almeno una
trentina di pedalatori frementi ed impazienti che mi domandano,
quando partiamo?
Già perchè oggi ci siamo dati appuntamento su questa piazza
per raggiungere il Principato di Lucedio che in questa
particolare occasione sarà teatro di una rievocazione storica:
una giornata medioevale da trascorrere in allegria.
Per chi
non lo sapesse Lucedio deriva da lucus che in latino vuol dire
legno, ma in italiano suona come luce di Dio. Lucedio e Darola
sono terre di misteri noti a chi si è documentato sulla loro
storia.
Passano
una ventina di minuti si contano i presenti siamo più di
cinquanta e quando sarà dato il via ufficiale dopo un giro
trionfale intorno alla piazza siamo una sessantina più qualche
ritardatario più qualcuno che è tornato a casa a prendere una
maglietta, la pompa o il lucchetto per non farsi rubare la
bicicletta.
Dalla signora Rita di Salasco, che ha subito un trapianto di
cuore, riceviamo una lezione di vita, infatti, lei ha pedalato
con vigore ed allegria offrendoci un prezioso esempio di
comportamento.
Come avrete letto sui giornali la pedalata è stata organizzata
in collaborazione con l’amministrazione Provinciale di
Vercelli in particolare con il signor Massimo Simion (assessore
allo sport, tempo libero e manifestazioni) che ringraziamo
vivamente per l’attenzione rivolta alla sicurezza dei
pedalatori garantita da un automezzo della polizia provinciale
con funzione di apripista.
Al seguito vi era un’ambulanza ed un altro furgone della
protezione civile di Trino.
I vigili urbani di Vercelli ci hanno accompagnato sino a
Larizzate, mentre i carabinieri di Desana ci hanno scortato nel
territorio di Lignana sino alla svolta per Lucedio. Quattro
uomini del Velo hanno, invece, prestato servizio in bicicletta
con le bandierine rosse.
Una dimostrazione in più di quanto la sinergia tra un’associazione
sportiva dilettantistica di lunga e provata esperienza quale è
il Velo Club Vercelli e gli uomini ed i mezzi messi a
disposizione dell’Amministrazione Provinciale possano
contribuire alla riuscita di una organizzazione del genere.
Quando arriviamo nei pressi delle torri gemelle della centrale Enrico
Fermi ci accorgiamo che ci stiamo avvicinando alla meta vedendo
le autovetture che sono già incolonnate sulla strada delle
Grange.
Nel
frattempo si uniscono a noi altri ciclisti provenienti da
Ronsecco, da Tricerro e da Livorno Ferraris.
Ora svoltiamo per Lucedio e lungo la strada che è libera e
tutta per noi incontriamo un trenino che viaggia in senso di
marcia opposto tra le risaie facendo la spola tra la nostra meta
e la cascina Darola ed allora comincia lo scambio di battute tra
i viaggiatori (bambini cresciutelli) e ciclisti <<Così
è facile! Provate con la bicicletta ...e loro, per
risposta, per pedalare in pianura che
gusto c’é? Sono capaci tutti...>>qualche risata
poi siamo a Lucedio.
E qui
posate le biciclette e riposti gli indumenti da ciclista ci
immergiamo tra la folla a fare ciò che hanno fatto altre
migliaia di persone.
Stupenda la sfilata di carrozze al traino di curatissimi e
maestosi cavalli e dei figuranti in costume spettacoli che ci
hanno fatto trascorrere una giornata davvero diversa.
Sul piazzale antistante l’abbazia ho poi contato nel
pomeriggio più di duecento biciclette e ne sono stato felice.
Alle 17
riprenderemo i nostri "cavalli di ferro" per tornare a
Vercelli.
Mi complimento con i partecipanti che si sono presentati in
ottima forma e con le biciclette in ordine che non hanno
richiesto interventi.
Complimenti speciali per i bambini ai quali abbiamo fatto fare
circa una cinquantina di km ed erano felicissimi.
Per Velo Club Vercelli
Il presidente, Trebaldi
Venio.
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