35° Vercelli che pedala

Sarà anche fortunato il compleanno bagnato ma dovevate chiederlo ai pedalatori della 35° edizione di Vercelli che pedala!
Un proverbio che si recita volentieri a casa! Mai sotto la pioggia.
Di pioggia ne è caduta non molta, per fortuna, ma in misura sufficiente a guastare il momento della sosta ristoro che ci dava l’opportunità di visitare meglio gli ampi cortili della tenuta Margherita, nel comune di Desana, la moderna azienda agricola che ha ospitato i partecipanti della popolare pedalata di primavera.
L’acquazzone ha risparmiato, invece, le operazioni di partenza e di premiazione.
Il via è stato dato da un ospite d’eccezione l’Arcivescovo della nostra città padre Enrico Masseroni che ha salutato, come ogni anno i partecipanti prima della partenza.
All’arrivo a consegnare le coppe che formavano il ricchissimo monte premi l’assessore Giovanni Mazzeri del comune di Vercelli poi i pedalatori si rifocillano con la panissa preparata dal
Comitato Vecchia Porta Casale con la regia di Guido Manolli da sempre a fianco di Vercelli che pedala per continuare la tradizione del suo papà.
Mi hanno domandato dai microfoni di Radiocity perchè la Vercelli che pedala piaccia a tal punto di ritrovarci a festeggiarne il 35° compleanno, in netto contrasto con il parere di molti che alla prima edizione sentenziarono: vedrete tra un anno o due, quanto può durare l’interesse per la novità, poi non parteciperà più nessuno.
Con il passare degli anni è la Vercelli che pedala è diventata la pedalata dei bambini che in queste ultime edizioni sono diventati numerosissimi, delle famiglie, dei gruppi e delle bici estrose o d’epoca.
Il signor Germano ad esempio impiega un anno a restaurare una bicicletta e poi la sfoggia solo in quella occasione. Ogni anno un "pezzo" diverso. Quest’anno ha esibito una pesantissima "Bianchi" del 1920 con faro ad acetilene: una vera rarità per intenditori.
Così facendo Germano ha restaurato almeno 35 biciclette, ma, ora ha il problema di ritirarle dal momento che la cantina ed il garage sono ormai intasate ed ora deve convincere la moglie a metterle in casa.
Perchè piace: intanto è una delle poche manifestazioni in cui il partecipante diventa protagonista.
Non occorrono tesserini sportivi né biciclette particolari.
Fa imparare il territorio che sta intorno al nostro capoluogo e che i giovani non conoscono come la nostra campagna e la sua. storia.
Una storia bella ed avvincente di lavoro e fatica, riso e di mondine.
Al compleanno siete veramente intervenuti in tanti e con voi mi complimento per la vostra sportività, infatti, quasi tutti i partecipanti hanno accettato la pioggia come una novità e non come un ostacolo.
Veramente bravi!
Noi organizzatori abbiamo pensato che sareste andati dritti a casa disertando la premiazione di Piazza Pajetta, ma così non è stato.
Un grazie agli uomini della Protezione civile che ci hanno veramente protetto da tutti i pericoli meno che dalla pioggia.

Grazie a tutti voi partecipanti e collaboratori.

Per Velo club Vercelli
Il presidente
(Trebaldi Venio)