Storia breve del Velo Club Vercelli  

Nel decennio 1960/70 i meno giovani ricorderanno gli anni della motorizzazione facile. Le motociclette, i ciclomotori e le automobili entrarono, in massa, a far parte della nostra vita quotidiana allo stesso modo dei telefonini ai giorni nostri!
Le biciclette finirono nelle fauci delle presse per tornare metallo; si salvarono solo le migliori che finirono nelle cantine e nei sottotetti delle nostre abitazioni.
A calmierare la corsa ai motori, nell’inverno del 1973, ci pensarono i nostri governanti con le domeniche a piedi prima, con le targhe alterne poi, ed infine con il raddoppio dei prezzi del carburante.
Strade ed autostrade, la domenica, completamente deserte impressionavano! Ci si poteva muovere solo in autobus od in taxi.

Rinasce il ciclismo amatoriale.
Ecco l’idea rilanciare l’attività ciclistica amatoriale ed agonistica, forte in città sino ai primi anni sessanta, ma che si era poi nel tempo, notevolmente affievolita.
Iniziammo allora con la squadra agonistica, con la convinzione però che per attirare giovani e meno giovani alla bicicletta si dovesse incominciare da qualcosa meno impegnativo dell’agonismo:

Nasce Vercelli che pedala
Allora pensammo perché non organizziamo una bella pedalata libera a tutti?
Ci volle un bel coraggio a mettere in cantiere un’idea del genere si trattava di remare controcorrente.
Far rispolverare le biciclette ai concittadini, indurli ad iscriversi ad una pedalata, a molti parve follia.
Alla prima edizione solo qualche centinaio di persone raccolse l’invito.
Non fu per noi una delusione perché eravamo testardi e l’anno dopo, alla seconda edizione avvenne l’imprevedibile.
Partivamo, allora da piazza Cavour, ma essa non bastò a contenere tutti i partecipanti che furono oltre duemila.
Avevamo inventato Vercelli che pedala e in quella domenica di maggio ne fu celebrato il battesimo.
Sono passati trentrè anni non abbiamo più le oceaniche presenze ma la manifestazione continua a piacere anche se la sua formula, in sostanza, è rimasta immutata da allora.
Vercelli che pedala è stato il giardino della rifioritura del ciclismo amatoriale.
Quasi tutti quelli che oggi salgono sulle bici da corsa si ricordano d’aver partecipato, da bambini, almeno ad un’edizione di Vercelli che pedala.
In quell’occasione, per molti, ritornò l’amore per la bicicletta.

Il Cicloturismo
Nei primi anni 80, altro passo, affiancare l’agonismo amatoriale con una disciplina sportiva denominata in seguito cicloturismo. Disciplina intermedia tra le pedalate libere a tutti e l’agonismo. In altre parole Vercelli che pedala sta alle scuole elementari del ciclismo come il cicloturismo sta alle medie.

La mountain bike
Anni 1985 inizia per noi l’avventura con le prime MTB con le quali andare alla riscoperta delle strade di campagna, di collina e di montagna.

Le medio e gran fondo
Anno 1988 le medio e gran fondo, organizzammo la prima manifestazione, tra i primi in Italia, con 45 iscritti. Il coraggio non c’è mai venuto a meno!

Finalità e scopi.
Far nascere in quanti più persone sia possibile la passione per la bicicletta intesa come mezzo sportivo, di svago, divertimento.

Caratteristica dell’associazione
Associazione apolitica libera a tutti. Un club, non esclusivo, d’amici della bicicletta.