14°  QUEBRANTAHUESOS (Sabinanigo) 19 giug 2004

Sabinanigo sabato 19 giugno 2004
Se avessi appeso la bicicletta al classico "chiodo" avrei avuto il rimpianto di non aver partecipato alla tanto temuta Quebrantaheusos la gran fondo più famosa di Spagna.
Essa ricorda una tappa del Tour de France e si sviluppa sui famosi colli Pirenaici con un dislivello di m 3500 ed un percorso di 208 km.
Cinquemila partecipanti tra cui "solo" venti italiani e tra loro due Vercellesi io, Piero Sanzone, portacolori del Velo Club Vercelli e l’amico, eterno rivale, Enrico Falabino.
Noi, i due Vercellesi, ci siamo presentati al via con una buona preparazione ed abbiamo affrontato il primo colle di Samporte a quota m 1600.
Dopo aver scollinato, giù a rotta di collo, facciamo l’ingresso in Francia nei dintorni di Lourdes ed affrontiamo la seconda salita, dieci km al 10%, del colle de Marie Blanque a quota 1035 dove lo scenario cambia notevolmente e piove con grande intensità perciò la temperatura meno alta rende la fatica più accettabile.
Dopo questa discesa lunga 21 km (con tornanti da brivido) guadagniamo finalmente la pianura dove cerchiamo il recupero di forze ma già pensando che ci attende una salita un po’ meno dura ma di km 26 che ci porterà sulla cima del colle di Portalet (m 1797).
Il contachilometri intanto segna 185 km e si rientra in Spagna dove ci accoglie un bel sole che consentirà di far asciugare noi e gli indumenti che indossiamo.
Percorriamo ora una strada dall’asfalto rovinato e ci accorgiamo che mancano poco più di 30 km all’arrivo....pensavamo che fosse finita lì invece la sorpresa, il Colle di Hoz, con "soli" 1270 m di quota ma il più terribile (km 2,5 con pendenze oltre il 12%) superato il colle, la discesa ci conduce verso Sabinanigo luogo di partenza e d’arrivo della Quebrantaheusos, sospirato traguardo della più lontana delle mie imprese ciclistiche.
Un particolare che non posso e non voglio dimenticare il modo con cui la popolazione ci ha accolti al traguardo con un entusiasmo di tale intensità che faceva sentire a tutti noi d’esser campioni.
Il tempo impiegato è stato di otto ore e 17 minuti.
Tornando non mi sembrava giusto passare per la Provenza senza ripetere l’ascesa, che nel 2003 avevo compiuto in solitaria, al monte Ventoux dal versante Est cioè da Sault, dove si erge la stele di Simpson.
Una foto e via alla cima del monte Calvo libero da nubi e senza vento.
Siamo soddisfatti, nello stesso tempo si é fatto tardi, ora possiamo tornare a Vercelli.

Piero Sanzone.