Dalla rivista CICLOTURISMO e GRAN FONDO

La società ciclistica Velo Club Vercelli nasce negli anni 60.
Inizialmente l'unico scopo era quello (ma lo è ancora adesso ..) di aggregare il numero più alto di amatori della bicicletta coinvolgendoli in divertenti uscite domenicali.
Il pensiero dei presidente e fondatore Venio Trebaldi è sempre infatti stato solo quello di incentivare il movimento del c
icloturismo nella zona del vercellese.
Parlare del passato è davvero un'impresa ardua perché quarant'anni di storia di questo club sono davvero tanti. E' doveroso ricordare comunque alcuni tra gli impegni che il team piemontese ripete annualmente, come la classicissima «Vercelli che pedala». A livello provinciale il Velo Club Vercelli si piazza sempre tra le cinque società più numerose. Nelle Gran Fondo gli atleti di questo team sono dei veri stacanovisti.
Nell' albun dei ricordi si possono infatti annoverare il ciclo-pellegrinaggio Vercelli - Roma svoltosi in quattro tappe passando per la vecchia Via Francigena, tre Milano - Sanremo, tre Cuneo - Cuneo, vari brevetti sia di scalatori, che di circuiti piemontesi, lombardi e liguri. Infine come non ricordare gli atleti Sanzone e Cerri i quali, grazie al consenso delle mogli (sante donne ... ), hanno conquistato nel 2002 il mitico Prestigio.
Per quanto concerne l'ultimo anno lasciato alle spalle il Velo Club Vercelli ha ripreso per il terzo anno di fila il sigillo dei Laghi V.C.O. con le sue trenta asperità. Molti suoi atleti hanno partecipato al Giro delle Regioni, al Giro del Piemonte, al Giro delle vallate Svizzere da Airolo al San Gottardo e passo Furkanpass e Airolo e, dulcis in fundo, hanno scalato il mitico Mont Ventoux.
«Non siamo mai sazi, anzi, abbiamo sempre nuove mete da raggiungere e per il 2004 abbiamo già iniziato con il Giro delle Regioni che ci serve come trampolino di lancio per poi poter affrontare a giugno la Gran Fondo Spagnola Quebrantahuesos di 205 chilometri» ci dice oggi il presidente del club Venio Trebaldi.
 Appuntamento dunque in Spagna per domare la «spacca-ossa».