CICLO-PELLEGRINAGGIO A LOURDES

 

Le strade della fede.

Lo sapevo che l’avrebbero fatta! Esclamai quella sera di fine luglio quando Piero Sanzone e Piero De Agostini, che poi simpaticamente chiamerò i due Pieri mi annunciavano che domenica 23 luglio, alle ore sei, avrebbero dato il primo colpo di pedale dal sagrato del Sant’Andrea.
La meta era Lourdes, la voglia di pedalare tanta, la determinazione anche; erano tanti però anche i chilometri che attendevano questi due magnifici associati del Velo Club Vercelli.

I due Pieri partivano per l’avventura, pensate, senza automezzi al seguito, e con tutto quanto loro necessitava lungo il viaggio stipato e studiato con cura dentro a due borsoni appesi al portapacchi posteriore applicato alle biciclette.
Piero Sanzone non mi ha stupito affatto perché non è nuovo a queste ed altre imprese del genere e se non ne ha fatte di più importanti è solo perché gli è mancato il tempo ed aggiungo, queste sono parole mie, se l’altro Piero non l’avesse accompagnato in quell’ impresa l’avrebbe fatta in solitaria.

Piero S. aveva nel 2000 partecipato al pellegrinaggio ciclistico che lo portò da Vercelli a Roma in occasione del Giubileo e nel 2004 aveva portato i colori del Velo club Vercelli in terra di Spagna, a Sebenanigo, alla Quebrantheus.

Piero De Agostini, al contrario, mi ha stupito moltissimo non perchè lo ritenessi atleticamente incapace a buttarsi in quell’avventura, ma per il suo ammirevole coraggio e la sua determinazione, per me è stata una vera rivelazione che lui diventasse l’unico compagno di viaggio dell’altro Piero.

Avrei dovuto premettere che quando fu presentato il progetto del viaggio gli interessati furono una decina.
Col passare del tempo, però, uno per volta incominciò a defilarsi e nella primavera di quest’anno sembrava che il progetto fosse tutto andato a monte.
Ma come si sa’, sotto al cenere, c’è la brace e così è stato e nonostante il mio rammarico a partire sarebbero stati in due a causa di otto defilati e ciò che più mi spiace e che sono pedalatori di valore che avrebbero magnificamente figurato in questo viaggio.
Un viaggio che è stato un’occasione da non perdere ed i non partecipanti, ora, sono dispiaciuti di non aver preso parte a questa invidiabile esperienza.

Ma torniamo ai due Pieri che hanno quindi tutta la mia ammirazione e quella degli altri otto defilati e di tutti i lettori di questo articolo essi ci hanno dato una dimostrazione che, senza auto al seguito, e con tutto l’occorrente nelle borse e di conseguenza con due biciclette da corsa zavorrate di almeno 10 kg dieci si può raggiungere Lourdes in sei tappe percorrendo 998 km alla ragguardevole media di km orari 26.7 e dal loro diario di bordo ricaviamo i dettagli:

1 tappa di km 209 con arrivo all’Argentier
2 tappa di km 140 con arrivo a Nyons
3 tappa di km 160 con arrivo ad Orange
4 tappa di km 190 con arrivo ad Albi
5 tappa di km 160 con arrivo ad Auch
6 tappa di km 107 con arrivo a Lourdes (26 luglio)

Ma Lourdes, meta del viaggio, poteva secondo voi accontentare i due Pieri?
Certamente no!
Infatti, i due trovandosi in condizioni fisiche più che ottimali e dimentichi dell’insegnamento del riposo del settimo giorno ed avendo ancora una buona riserva d’energia sono andati a spenderla con le scalate del Col du Tourmalet e d’Aspin aggiungendo altri aspri 140 km al gran totale.

Vi chiederete di che cosa parlavano di tanto in tanto tra una pedalata e l’altra?
Ve lo rivelo io essi varavano il nuovo progetto con meta Santiago de Campostela.

Grazie Pieri siamo fieri della vostra impresa!

Trebaldi Venio

28 agosto 2006