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Domenica 14 maggio
pedalo in sella alla mia bicicletta per raggiungere la bella frazione di
Solonghello, nel Monferrato, in compagnia di Giorgio.
Sono le dieci circa e mi trovo improvvisamente appiedato da un guasto
alla catena.
Sul subito mi vien da pensare la pedalata finisce lì e dovrò
disturbare parenti od amici che vengano a caricarmi con l’automobile.
Infatti chi è pratico di bicicletta sa che si slaccia la catena torna a
casa (se non è lontano) a piedi.
Se non ricevo aiuto, questa volta, dovrò restare in questa bella
frazione di Fabiano e poi a dir il vero la cosa non mi spiacerebbe.
Un passante cui chiediamo informazioni ci indica però come ultima
soluzione, il Sala Giovannino,
uomo tuttofare, ex barbiere, ex ciclista, ex cicloturista.
Giovannino classe 1922, che abita sulla piazza, lo troviamo vestito
"della festa" sul sagrato della chiesa, con la moglie, e
credetemi in quel momento ci vuole un bel coraggio a confidargli ciò di
cui ho bisogno.
Non ci pensa un attimo.
Mi viene in mente "Parigi val bene una messa"che onore
per me!
Giovannino sale in casa e si mette la tuta e pochi minuti dopo è già
nello stanzone sotto casa, trasformato in laboratorio, che ripara la mia
catena con ammirevole volontà.
Intanto io guardo le pareti con tanti ritagli di giornale e foto di
amici mancati è il museo di Giovannino, vedo i suoi attrezzi da
ciclista appesi ordinatamente al muro e da una finestra dal guardo
impedito dalle foglie di un albero vedo le verdi colline del Monferrato.
Il lavoro è finito posso ripartire, con Giorgio, alla volta di Vercelli
e chiedo a Giovannino quanto fa? Mi stringe la mano e nel salutarmi mi
dice a "buon rendere"!
Lascio Solonghello e
mi chiedo quanti Sala Giovannino avremmo bisogno d’incontrare sulla
nostra strada.
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