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Caro Presidente
Lo scorso fine settimana,
accompagnato dalla mia paziente consorte, ho raggiunto Bormio
desideroso di mettermi alla prova pedalando verso il Passo dello
Stelvio.
La città ospitava la terza edizione "Re Stelvio" alla
quale non mi ero iscritto .
Bene! Partenza alle ore 7,30.
Pedalando da solo, affiancando, superando o, a mia volta
superato, potevo pensare, ascoltare , osservare le bellezze che
mi circondavano.
Per un cicloturista come il sottoscritto, il ciclismo
è pedalare in pianura , in città, lungo il litorale, in
salita, in discesa… è pedalare contro il tempo o senza
fretta.
Tifosi di calcio: guardate i tifosi di ciclismo…e imparate da
loro.
Gruppi che aspettano ore ed ore, in salita…sotto il sole o la
pioggia, per vedere i loro beniamini…sfrecciare per qualche
minuto, quando va male qualche secondo.
Un giorno intero…una notte intera… per scorgere dal vero i
campioni che si vedono in tv…per riconoscere nelle loro
smorfie, nei loro sorrisi, nelle loro lacrime, nel loro sudore..
la fatica.
Il ciclismo è festa.
E’ la festa della gente che aspetta i corridori, siano essi
professionisti od amatori, è la festa di chi siede ed aspetta
pazientemente o festeggia, con pane, salame e una buona
bottiglia di vino.
Lungo il percorso erano stati allestiti i punti di ristoro: non
essendo iscritto alla competizione mi ero adeguatamente
attrezzato, munendomi di vettovaglie, ma più volte sono stato
invitato a fermarmi e a servirmi. Pazienti signore hanno anche
accettato di scattare con me le classiche foto ricordo. La loro
simpatia superava di gran lunga le mielose veline che vediamo in
tv, inoltre distribuivano gigantesche fette di crostata alla
marmellata, che facevano dimenticare ogni affanno.
Al Passo ho telefonato alla
mia calma consorte, che si è complimentata per il traguardo
superato in tempi ragionevoli. Probabilmente ha anche pensato
che ben presto avrei inforcato la discesa e l’avrei raggiunta!
Ho inforcato la discesa, ma dalla parte opposta e ho raggiunto
Ponte Stelvio.
Altra telefonata e via, si risale e si ridiscende a Bormio.
All’arrivo, stravolto, sono stato accolto da un sorriso
"rassegnato" ma pieno di affetto.
Doccia veloce e premio da campione: un’enorme coppa di gelato!
Il ciclismo è applaudire e
lodare anche l’ultimo, colui che è arrivato quando il palco
è già stato smontato.
Il ciclismo è sofferenza. E’ sentire le gambe che ti
scoppiano, l’acido lattico che sale a mille, il caldo, il
freddo, la pioggia.
Il ciclismo è amare tutto questo… godere nel fare fatica, nel
poter dire.."stavo per mollare, ma ho stretto i denti e il
momentaccio è passato.."
Il ciclismo è crederci; sempre…comunque.
Anche quando gli altri ti dicono di smettere….insisti…il
coraggio e il sacrificio premiano. Sempre. Prima o dopo.
Non dimentichiamo però che
il ciclismo non perdona chi bara.
Ricordiamolo. Prima o poi il ciclismo fa pagare tutto quello che
non è bene fare.
Nel momento che credi migliore, può decidere di presentare il
suo conto, amaro…
Il ciclismo è passione…che scorre nelle vene come un virus,
una malattia.
Gli ammalati di ciclismo restano innamorati di questo sport a
vita.
Il ciclismo è tutto
questo, e molto di più.
Mille sfaccettature, che legano..mai dividono.
Luglio 2007.
Giovanni Pietro Deagostini
Velo club Vercelli.
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