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Io
Piero Sanzone e l’altro Piero De Agostini iscritti all’associazione
sportiva dilettantistica Velo Club Vercelli che
organizza, tra l’altro la " Vercelli che
pedala" dopo le esperienze di pellegrinaggio
ciclistico a Roma nel 2000, a Lourdes nel 2006 abbiamo
progettato e realizzato nel luglio scorso la Vercelli-
Banneaux.
A
Banneax vi è un santuario dedicato alla Madonna dei
poveri perché la zona era abitata perlopiù da minatori
ed è famoso da quelle parti come per noi il Santuario
di Oropa.
Questa località situata in Belgio è poco nota a noi
italiani ma molto frequentata dai credenti di altre
nazioni europee confinanti.
L’Oftal di Vercelli aveva organizzato un
pellegrinaggio in pulman ed a noi è sembrato naturale
andarci in bicicletta da corsa, con bagagli al seguito
riposti dentro a due borsoni assicurati al portapacchi.
Nei borsoni abbiamo riposto i vari cambi di vestiario e
ci teniamo a far notare ai lettori che siamo partiti per
questa nuova avventura come le altre volte senza
assistenza di mezzi al seguito.
Avevamo
deciso di partire nel mese di maggio, ma, a causa del
maltempo abbiamo dovuto rimandare sino ai primi di
luglio.
Nonostante lo spostamento dobbiamo far notare che il
periodo non è stato felice perché a parte il primo
giorno sabato 5 luglio per tutti i giorni successivi
siamo stati tormentati da intensi temporali e dal forte
vento contrario e caratterizzati da temperature
inferiori alle medie stagionali.
Ma sabato 5 luglio è stata una bella giornata e poi
eravamo in compagnia di due altri associati il Cerri
Antonio ed il Bertazzoli Maurizio che con noi hanno
pedalato sino al colle del piccolo San Bernardo, dove ci
siamo salutati rimettendosi in sella purtroppo con
opposte direzioni i due Piero con gioia verso l’agognata
meta, gli altri due con qualche rimpianto verso Vercelli
.
La
prima tappa da Vercelli a Borg San Maurice di km
205 dieci ore di sella sotto il classico "sole che
spacca le pietre" e vento contrario al senso di
marcia.
Ma già dal colle avevamo avvertito sulla nostra pelle
un sensibile calo di temperatura e nelle zone in ombra
invece notiamo accumuli di neve, mentre il termometro
esposto in località Rosiere segna +8°.
Seconda
tappa da Borg San Maurice ad Oyonnax di km 198;
dieci ore di sella con partenza alle 6.30 a.m. ci
impensierisce in lontananza il rombo sinistro dei tuoni
e noi, guarda caso, andavamo proprio in quella
direzione.
Stiamo oggi attraversando la catena montuosa dell’alta
Savoia e ci accompagnano venti e temporali mentre
raggiungiamo Oyonnax nel tardo pomeriggio dopo aver
subito ben nove ore di pioggia torrenziale. Le borse da
viaggio applicate alla bicicletta che costituivano il
nostro bagaglio non erano impermeabilizzate di
conseguenza abbiamo avuto seri problemi per il cambio
degli indumenti, ma, fortunatamente una stufetta in
camera ci ha risolto, in parte, il problema della cena.
Terza
tappa da Oyonnax a Langres km 237 e 10 ore e
mezza di sella tempo sempre instabile e vento contrario
la fatica alle gambe incomincia a farsi sentire.
Lo sforzo è notevole ed è incrementato dalle nostre
borse-bagaglio. Le strade che stiamo percorrendo sono
tutte in collina con continui sali e scendi.
Ai nostri occhi appaiono dolci declivi con tutta la
vegetazione di un verde inconsueto per noi abitanti del
sud.
Di sole in quelle zone ne devono vedere assai poco perché
piove sempre un po’ come nella nostra Valsesia.
Quarta
tappa da Langres a San Maurice s/les Cotes di km
168 ed otto ore e mezza di sella il vento non ci ha mai
abbandonato ed ogni tanto qualche acquazzone. Le colline
sembra che non finiscono mai siamo nel Nord est della
Francia.
Il paesaggio che si presenta ai nostri occhi ci fa
capire che almeno in questa parte della Francia la
popolazione è ancora dedita alla pastorizia.
La circolazione stradale è quasi inesistente il
paesaggio ora assume toni romantici nonostante la
pioggia non ci siamo mai tolti i manicotti ed i
giubbottini la temperatura è costantemente attorno ai
14°.
Mentre entriamo a San Maurice s/les Cotes ci colpiscono
in modo particolare i cimiteri americani e tedeschi, ove
riposano i resti di migliaia di giovani vite spezzate e
sacrificate nel più tremendo dei conflitti.
Non possiamo negare che qualche lacrima riga i nostri
volti e nella grande commozione che ci assale auguriamo,
di fronte a tali immagini, a tutte le generazioni future
che non accada mai più nulla di simile.
Intanto godendoci la libertà che questi giovani ci
hanno donato con il loro sacrificio qui ricordato,
ritroviamo il giusto stimolo che allontana la stanchezza
che ci stava assalendo.
La
quinta ed ultima tappa da San Maurice s/les Cotes a
Banneaux di km 212 e da 11 ore di sella non siamo
ancora arrivati pensiamo già dopo le prime pedalate; le
strade sono ancora bagnate, sono le sei, ha piovuto
tutta la notte ed abbiamo dormito sotto al piumino.
Dobbiamo attraversare le Ardenne e ci troviamo in mezzo
a fittissime boscaglie, mentre, il cielo continua a
regalarci violenti acquazzoni.
Lo spirito è sempre alto e la meta si avvicina ora
attraversiamo Bastogne ed osserviamo alle finestre delle
case bandiere francesi ed americane il 14 luglio è
festa nazionale e loro festeggiano questa data con
grande entusiasmo anche perchè loro ricorda la
liberazione.
Sono ancora visibili lungo le strade mezzi bellici,
mentre, stiamo percorrendo le strade della storica
Bastogene-Liegi-Bastogne che gli appassionati di
ciclismo ricordano molto bene anche noi naturalmente
pedaliamo traendo da quelle strade la giusta carica
occorrente per sopportare l’ennesimo temporale che
abbassa ancora la temperatura ma ecco alla 19.15
entriamo a Banneaux.
Abbiamo
percorso in totale km 1087 di cui solo circa 30 in
pianura.
Io ed
il mio compagno d’avventura ciclistica 2008 l’altro
Piero, ci rechiamo subito al luogo dell’apparizione
nel fitto sottobosco dove si erge una cappelletta
costruita interamente in pietra con linee semplici ed
essenziali.
Questo piccolo santuario con tutta la sua semplicità
attira oltre 400 mila visitatori l’anno e non esistono
le solite bancarelle con souvenir ed oggettistica più o
meno religiosa che noi siamo abituati a vedere nei
santuari italiani.
Il luogo è l’ideale per rilassarsi e per riposare e
ti puoi anche concentrare nella preghiera e nella
riflessione.
I due Piero si stringono la mano complimentandosi a
vicenda per la loro riuscita impresa una foto ricordo
davanti al Santuario e via ora si deve pensare al
rientro in patria che con ciò che abbiamo passato in
bicicletta sarà un gioco da ragazzi.
Una
prima sorpresa.
Avendo progettato il rientro in treno ci eravamo
attrezzati allo scopo spedendo, via aerea, i due
speciali borsoni per ciclo in un albergo di Banneaux.
Ma i borsoni non sono arrivati ed indagando scopriremo
che il pacco contenente i due borsoni, spedito dall’Italia
in realtà non è mai partito a causa di una bomboletta
di deodorante spray che ha fatto scattare l’allarme e
di conseguenza il blocco del pacco. Ne deriva il grave
inconveniente che non si possono assolutamente caricare
biciclette in treno senza le apposite borse.
Un bel guaio, ed un altro imprevisto in quel periodo la
maggior parte dei Francesi va in ferie e di conseguenza
non vi erano posti sul TGV.
Un
miracolino anche per noi ciclopellegrini un capotreno,
alle cinque del mattino del giorno seguente, si
impietosisce e cede alle nostre insistenze ed in via del
tutto eccezionale acconsente a caricare i due Piero sull’orlo
della disperazione con le bici fuori dalle borse da
Lille a Lyon ove colà giunti si ripresenta lo stesso
inconveniente e questa volta senza la possibilità di
ripetere il miracolino.
Decidiamo allora di prendere un "accellerato"
che alle 17 ci scarica a Briancon e da qui non ci
rimaneva altra soluzione che inforcare le biciclette e
risalire il Monginevro alle 19 siamo a Susa e stiamo
cercando una sistemazione in albergo per passare la
notte e proprio in quel momento giunge alle nostre
orecchie un richiamo dal tono familiare che ci riporta
immediatamente alla realtà e che ci appella
"rimbambiti dove andate"?
Che
bello ora siamo sicuri di essere veramente tornati in
Italia.
Era la signora Franca moglie di Piero De Agostini venuta
a ricuperarci.
Piero
Sanzone & Piero De Agostini nel ringraziare gli
affezionati lettori vi promettono che l’avventura
avrà un seguito il prossimo anno. |