Diario di viaggio dei 5 moschettieri

E’ finalmente arrivata l’ora della partenza

Ritrovo alle 6.30 e partenza alle 7.00 in punto dopo la benedizione del parroco di Livorno Ferraris alla volta di Pont de Cheruy attraversando le alpi in tre lunghe tappe.

I pedalatori saranno assisti da tre autisti con altrettanti mezzi al seguito carichi di vestiario di ricambio, borsoni, bevande e vivande e quant’altro possa occorrere alla lunga pedalata a tappe.

Cerri, Deagostini, Nuzzo, Sanzone, e Vinotti, i cinque atleti del Velo club Vercelli sono così partiti con altri 31 corridori di diverse associazioni ciclistiche del vercellese per partecipare al gemellaggio tra Livorno Ferrarsi e Pont De Cheruy.

I due Piero (De Agostini e Sanzone) famosi macinatori di chilometri, sono già caldi e rodati, infatti non paghi del percorso proposto aggiungono ai 390 km il tragitto da Vercelli a Livorno Ferraris perché sono partiti alle 5.30 dal piazzale di Sant’Andrea tradizionale punto di inizio di tutte le loro grandi imprese.

La prima tappa da LivornoFerraris a Briancon lunga ben 180 km è stata brillantemente superata con l’entusiasmo del primo giorno sotto un sole cocente e una temperatura equatoriale. (18/06/2009)

Al km 120 sosta pranzo a Susa, la pianura ormai è finita e ci aspetta una lunga salita fino al passo del Monginevro.

Inutile dire che appena la strada inizia a salire tutti i cinque componenti del velo sono già al comando a scandire il ritmo.

Arrivati in cima, foto di gruppo e breve ristoro, e giù in discesa per gli ultimi 15 km fino all’Hotel, la prima tappa è andata!

Cena con pasta, sugo e vino italiano, quattro passi nel bellissimo centro storico di Briancon e tutti a letto.

La seconda tappa prevedeva il trasferimento da Briancon a Grenoble scollinando sul colle del Lautaret a 2080 metri di altitudine.(19/06/2009)

Ma sette temerari, non ancora paghi di pedalare, decidono di scalare anche l’Alpe d’Huez, mitica salita del Tour de France.

Salutiamo gli altri non prima di avere l’autorizzazione degli organizzatori e via verso la cima dell’alpe a 1800 m dopo 12 km di ascesa decisamente dura.

Stanchi e contenti raggiungiamo i compagni in Hotel a Grenoble dopo aver percorso altri 140 km.

All’alba del terzo giorno (20/06/2009) dopo un furioso temporale notturno ci aspetta l’ultima tappa da Grenoble a Pont de Cheruy di 105 km questa volta al fresco e con il vento contrario.

Con noi fanno colazione anche una delegazione di francesi con un mezzo e due motociclette, al seguito, per scortarci verso l’arrivo.

A 50 km dalla meta inoltre ci sta aspettando il resto del gruppo sportivo dei francesi con altre quattro moto per l’ultimo tratto fino all’arrivo.

Ci pareva di essere al Tour de France, scortati e senza neanche la preoccupazione delle precedenze alle rotonde e agli incroci, mentre l’emozione aumenta.

Il culmine dell’emozione arriva da lì a poco, quando facciamo ingresso al centro sportivo di Pont de Cheruy attraverso due ali di folla in nostra attesa che ci applaude e ci fotografa.

Tutta la fatica di fronte a una tale accoglienza non si sente più e al suo posto rimane l’immensa gioia di avercela fatta.

Le ore e il giorno successivo siamo stati letteralmente coccolati dai francesi che hanno organizzato tutto per noi, ovvero pranzi e cene faraoniche, gite con visita guidata al centro storico, festa della musica con spettacolo e soprattutto prima di ripartire in pullman per il ritorno una bellissima premiazione individuale dove a ognuno di noi è stato dato un diplomino più gagliardetto in ricordo del raid accompagnato da applausi e foto di rito in un contesto veramente toccante.

Penso che questa manifestazione rimarrà a lungo nelle nostre memorie.

Un ringraziamento al gruppo di Livorno Ferraris per l'organizzazione encomiabile e perfetta.