Un ex Bersagliere racconta

Oggi vi racconto come può nascere un’avventura ciclistica da un’adunata dei Bersaglieri.
Intanto mi presento, sono Piero Sanzone, detto il "barba" ed appartengo alla associazione sportiva dilettantistica denominata Velo Club Vercelli.
Sono un ex Bersagliere ho partecipato al raduno per i festeggiamenti del 150° anniversario dell’unità d’Italia organizzato lo scorso 15 giugno 2011 a Torino tornando a Vercelli, in pulman, i miei ex commilitoni ed io abbiamo ricordato, con piacere, i mesi trascorsi ad Avellino per il C.A.R. ed a Caserta per il corso di truppe corazzate.

Allora i miei amici Bersaglieri ed io abbiamo pensato che cosa ci impedisce di tornare in quelle località?
Alcuni giorni dopo mettiamo in pratica il bel progetto ed i miei amici partono in auto per Avellino, mentre io che non voglio mancare e che mi trovo in ferie in Toscana di lì parto per la stessa meta, ma, naturalmente in bicicletta.

Salgo sulla mia fida due ruote alle sette del 17 giugno facendo rotta verso Sud, ma non perdo l’occasione di visitare Siena, di poi raggiungo la costa Tirrenica passando attraverso il Monte Amiata fermandomi, a sera, a pernottare nei pressi di Civitavecchia ed intanto avevo percorso 238 km.
Il 18 giugno parto prima del sorgere del sole alle 5.15 perché ho tanta strada avanti a me poi nelle ore prima e dopo il mezzogiorno il caldo si fa insopportabile.
Pedalo sulla strada che costeggia il mare che vedo sempre alla mia destra intanto mi riempio la vista di panorami incantevoli e quasi ancora incontaminati.
Noto con piacere che il traffico è quasi inesistente:

Mi fermo nei pressi di Anzio ove credo di essermi meritato il diritto al riposo ed al pernottamento mentre leggo sul mio conta km 422.
Il 19 giugno: è la tappa più bella raggiungo Latina Marittima, San Felice Circeo e l’indimenticabile Sperlunga bellissima città di mare. Alle 19 circa raggiungo Caserta e pernotto nelle vicinanze della mia Caserma nei pressi della Reggia.
Il 20 giugno voglio trascorrere una giornata da turista e la voglio dedicare alla visita della Reggia e la mia Caserma.
Intanto il pensiero insegue i ricordi e mentre la nostalgia dei tempi passati invade il mio cuore al punto di provare forte commozione risalgo in bici per affrontare gli ultimi 55 km che mi separano da Montefredane (Avellino) meta della mia pedalata e qui incontro finalmente alcuni miei amici che mi accolgono con infinta cortesia ma anche con tanto stupore quando si accorgono che lì ci sono arrivato in bicicletta.Il 21 giugno visito la "mia caserma" e salgo in bicicletta al Montevergine a quota 1270, località che è stata una tappa dell’ultimo giro d’Italia, e nel passato, di tante altre edizioni.

Lì ho appreso, con piacere, durante l’omelia della funzione che il Santo Patrono Guglielmo, venne da Vercelli a vivere da eremita tra quei monti, l’asino che era il suo prezioso mezzo di trasporto fu sbranato da un lupo, che poi Guglielmo prodigiosamente trasformò in mansueto animale da soma.
Il sacerdote mi ha poi presentato ai fedeli come il ciclista che viene da Vercelli come il nostro Patrono.

Ricordo, inoltre, la salita al Montevergine, quando, da militare ci recavamo con tutto il reggimento per le esercitazioni e per marciare sotto un sole cocente, come quello di oggi, nelle prime ore pomeridiane mentre ufficiali e sottufficiali ci dicevano che tutto ciò era utile a temprare spirito e corpo.
Sono passati 43 anni, ma il ricordo è vivissimo e sono certo che dalla mia mente non sarà mai cancellato.

Ho concluso la mia bella avventura in solitaria di 842 km partendo da Napoli (raggiunta naturalmente in bicicletta) e salendo in treno che mi riportava a Vada in Toscana.

Con nostalgia Piero Sanzone.