Appunti di viaggio dei soliti 2 Pieri

Anche quest’anno, i "due Piero" del Velo Club Vercelli si sono preparati per il consueto pellegrinaggio in bicicletta.
Il Santuario Mariano scelto è quello di Einsiedeln in Svizzera.

Leggiamo il loro racconto nelle prossime righe.

"Giovedì 11 agosto, dopo rinvii per impegni personali, finalmente, riusciamo a partire: Sanzone e Deagostini, ovvero i due Piero.
Sono le 6.30 e si inizia a pedalare . Giungiamo a Domodossola percorrendo circa 100 Km di pianura, ad eccezione di qualche piccolo tratto più impegnativo (Orta!); siamo alla salita del Passo del Sempione.
Ad Iselle nella galleria entrano le quattro ruote (auto) trasportate da quelle d’acciaio (treno). Noi invece decidiamo di salire lungo la strada superando la frontiera italiana e a Gondo quella elvetica.

Il percorso è impegnativo e la stanchezza comincia a farsi sentire.

Purtroppo Piero 1 (Sanzone) è costretto a rinunciare a qualche chilometro dalla sommità per dolorosissimi crampi. Non può continuare e decide di tornare a casa.
Continuo da solo, raggiungo Briga; decido di rientrare anch’io.

Ripartiremo insieme tra qualche giorno.
Trascorsa la settimana a verificare il percorso stabilito, a telefonare per accordarci sul periodo idoneo ad entrambi, constatato che gli impegni personali e il meteo avrebbero continuato a metterci "il bastone tra le ruote " decido di partire in solitaria.

Giovedì 18 agosto, accompagnato a Novara alle 5.00 dalla mia paziente consorte, salgo in treno per giungere al punto dove ho sospeso il mio progetto: Briga.
Raggiungo rapidamente la città viaggiando anche con un ETR delle FFS SBB: la velocità si addice alla mia bici da corsa!
Dopo una breve visita alla città, parto per il passo della Furka.
La strada è in costante salita; dapprima moderata, poi più impegnativa.
Scatto numerose fotografie; raggiungo il passo attraversando paesaggi unici per bellezza.
Dal passo guardo verso il fondovalle: un trenino a vapore arranca lentamente verso la galleria.
La strada che ho percorso mi appare come la gradinata di un gran teatro all’aperto sulla quale i turisti si fermano a guardare la sbuffante locomotiva.
Lo sguardo l’accompagna fino, quando scompare nella galleria soffiando generose nuvole di fumo nero.
Un’emozione grande guardare la maestosità del ghiacciaio dal quale nasce il Rodano.
Il pensiero mi riporta alla maestosità del fiume, ormai prossimo al mare, che ho attraversato durante il viaggio - pellegrinaggio al Santuario di Lourdes.

La discesa è altrettanto impegnativa: la percorro non dimenticando che la bicicletta oltre a essere soggetta al mio peso, trasporta anche le borse da viaggio. I freni sono sollecitati e rispondono alle diverse pressioni. La segnaletica stradale invita i ciclisti alla prudenza ed a non superare i 40 Km orari.

Nel pomeriggio arrivo ad Altdorf, dove faccio tappa.
La cittadina, è nota grazie a Guglielmo Tell. Il centro della piazza lo ricorda con un monumento che lo ritrae accanto al figlio e con la balestra in spalla. E’ però noto che entrambi non siano mai esistiti: Guglielmo Tell, personaggio di un dramma teatrale, diverrà però l’eroe nazionale svizzero.
Cena e pernottamento più che necessari.

Il mattino seguente riparto alla volta di Einsiedeln: la strada costeggia il lago dei Quattro Cantoni e i colori della natura che si risveglia sembrano coccolare il cuore, nonostante lo sforzo si faccia sentire.
Da segnalare l’attenzione dedicata alle piste ciclabili site su entrambi i lati delle strade e segnalate accuratamente.
Transito da Schwyz, città che ha attribuito il nome allo stato elvetico e dalla quale, con altri due cantoni vicini, è nata la confederazione.

Sono circa le ore nove, quando giungo Einsiedeln.
Qui visito il maggiore Santuario Mariano presente in Svizzera.
La struttura all’esterno appare imponente e l’interno è in un maestoso stile barocco.
Recitata una preghiera di ringraziamento, riprendo la strada in direzione di Coira. Superato il passo di Settelegg, scendo verso pascoli verdi popolati da mucche con i loro campanacci tipici.
Una curiosità: ho notato, attraversando i paesi, che spesso la circolazione urbana è regolata da giovani "vigili".
E’ in uso quale forma di educazione civica, impegnare bambini e ragazzi in attività di pubblica attività. Si responsabilizzano, al rispetto delle regole e degli impegni assunti.
I coetanei, sul marciapiede, attendono, pronti a riprendere il loro passatempo al termine del "turno" dei loro amici.
Un buon deterrente contro la noia giovanile che provoca aggregazioni che sfociano nel bullismo e nella violenza gratuita.

Arrivato a Chur (Coira), altra tappa; alloggio in un grazioso albergo dalle cui finestre vedo i gazebo di una chiassosa festa della birra.
Come resistere al settore gastronomico?
Senza essere certo di ciò che prenoto faccio il pieno d’energie per il giorno successivo, ma che prezzi!

Passata la notte di nuovo in sella. Vorrei "onorare" il brevetto dello scalatore conquistato lo scorso anno a Les Duex Alpes. L’occasione si presenta: salgo il passo Parpan, il passo Ambula e in fine il noto passo Bernina.
Tra dislivelli che superano comodamente il 10% di pendenza, Confido, solo agli amici più intimi, che il trenino delle Ferrovie Retiche, che più volte incontro, sembra dapprima sfidarmi per poi quasi invitarmi a salire...... Giammai !!!!   E il Brevetto?!
Dal passo Bernina rientro in territorio italiano e raggiungo, dopo una lunga, discesa Tirano.

Visito il santuario dove la Vergine Maria è apparsa al Beato Mario Homodei.

Finalmente accolgo l’invito della ferrovia che mi riporta in tarda serata a Vercelli.

Piero De Agostini.